Pubblicato il

La patina della storia

Il terreno che ospita il Museo interattivo della Storia di Lugo progettato dallo studio “Nieto Sobejano“, fino a poco tempo fa occupato da vecchie strutture industriali, è il punto di arrivo per i visitatori della città. Ciò è dovuto principalmente alla decisione di localizzare un grande parco con infrastrutture urbane, che colpisce direttamente la progettazione del nuovo museo.

Continua a leggere La patina della storia

Pubblicato il

Sandy Skoglund

Sandy Skoglund (Quincy, 11 settembre 1946) è un’artista, fotografa e installation artist statunitense, vive e lavora a New York.

Studia arte e storia dell’arte allo Smith College di Northampton, Massachusetts, dal 1964 al 1968. L’anno seguente, frequenta una scuola di specializzazione all’Università’ dello Iowa, dove studia regia, e arti multimediali, conseguendo il Master in Arte nel 1971 e quello in pittura nel 1972 e, in giugno, si trasferisce a New York, dove comincia a lavorare come artista concettuale, occupandosi di una produzione artistica ripetitiva, orientata verso un processo fotomeccanico ottenuto attraverso la tecnica del mark-making e della fotocopia.

Continua a leggere Sandy Skoglund

Pubblicato il

Adolfo Avena

Adolfo Avena (Napoli, 1860 – Napoli, 1937) è stato un architetto italiano. Attivo soprattutto a Napoli, fu uno dei maggiori esponenti del Liberty napoletano con le realizzazioni di numerose ville soprattutto nel quartiere Vomero.
Storico dell’architettura e architetto militante, dopo il terremoto del 1884. E’, per la sua versatilità, tra i personaggi che caratterizzano la cultura architettonica napoletana, in un periodo ricco di trasformazioni del tessuto urbano. Appena laureatosi in Ingegneria nel 1884 si dedica alla ricerca e progetta la funicolare aerea tra Via Roma e il Corso Vittorio Emanuele.
Assunto giovanissimo nel Ministero della P.I. diventerà Direttore dell’ufficio regionale dei Monumenti. I suoi straordinari rilievi di edifici storici saranno mostrati all’Esposizione nazionale di Torino del ’98. Nel 1910, dopo alcune delusioni subìte nel campo della tutela monumentale, decide di dedicarsi alla progettazione architettonica ottenendo significative affermazioni, tanto da essere annoverato tra i magigori architetti del Floreale.

Opere:

* Palazzo in Via Luigia Sanfelice, Vomero, Napoli
* Secondo Palazzo in Via Luigia Sanfelice, Vomero, Napoli
* Palazzo “Avena” in Piazza Fuga, 1927/28 ,Vomero, Napoli

* Villa Loreley in Via Giocchino Toma, 1912, Vomero, Napoli
* Villa Ascarelli in Via Palizzi, 1913/15, Vomero, Napoli
* Villa Spera in Via Tasso, 1922, Vomero, Napoli
* Villino Frenna Scognamiglio in Via Domenico Cimarosa, 1918, Vomero, Napoli

Pubblicato il

L’artista è oracolo

“La voce dell’artista è oracolare, anche quando il suo pensiero non delinea la realtà con netta precisione di sentenza, si spinge più lontano del ragionamento logico, in qualche modo afferrando distanze ed oscurità.
Sembra un paradosso ma l’architettura bioecologica non esiste, il valore dell’interpretazione data all’architettura dall’ecologia e dall’attenzione ai problemi ambientali resta spesso incompreso, infatti. Dietro una parola che non ha un preciso significato si celano plurime tendenze che vanno dalla ricerca di un comfort sempre più raffinato che includa anche sfere di impalpabile, all’accattivante idea di un ismo all’ultimo grido dietro cui mascherare egoismi economici individuali, dall’aspirazione a geometrie regolari in armonia con disegni ancestrali alla tendenza formale al morbido, all’irregolare.
Eppure il mistero si riveste di gioiosa leggerezza quando, dietro proclamate accuse alla scienza ed a maggior ragione alla tecnologia, l’artista riscopre i suoi limiti; ed ecco che l’imprescindibile ripiomba sull’uomo, oscuro; leggi indecifrabili ma certe, sono quelle cosmiche, vi è solo un’impronta.
La riscoperta delle percezioni sensoriali come metodico strumento di analisi, la rivalutazione delle caratteristiche uniche di un luogo, l’accoglimento delle necessità anche psicologiche di un committente sono tema del mio esame dedicato proprio all’inseguimento di una sottile traccia.”

Mario Toraldo giovedì 16 gennaio 1997