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VitraHaus (Herzog & de Meuron)

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A detta di molti Herzog & de Meuron sono, oggi, i più bravi di tutti. Non è interessante fare le classifiche, certo è che nel panorama odierno sono, fra le star, quelli più freschi. Quelli la cui fantasia costruttiva ancora riesce a stupirci. Un po’ perchè sono giovani (classe 1950 in architettura è 20 anni sotto la media) un pò perchè hanno la capacità di raccontare la loro storia usando attori e trame sempre diverse. Li riconosci, senti il loro linguaggio architettonico, ma difficile capire perchè e in che cosa. Non si ripetono, giocano a volte con le texture di superficie, a volte con la struttura, a volte con simbologie, a volte con i materiali. Sapientemente fanno lo sforzo di sorprendere loro stessi, prima che noi, decorando di rose il cemento, rivestendo edifici di platiche colorate, o facendo somigliare uno stadio a un nido di uccello. Stavolta, di nuovo, al Vitra, hanno pensato di lato e progettato senza pudore. Devono aver pensato che il Vitra è il cuore del design del mondo e che quindi, lì, vivono tutte le case del mondo. E così hanno preso il profilo della tipica casa schizzata sul foglio di un bambino, la casa di tutti, la casa con la C maiuscola, e l’hanno estrusa nove volte, accatastando ognuno dei volumi caoticamente nello spazio. D’altronde, il Vitra non è l’accumulo del Design?

Gli autori descrivono così il loro progetto

Over the past few years Vitra has aquired a wide-ranging Home Collection. The quantity and variety of objects by many different designers led to the idea of building a showroom to present the items to the public. There would also be additional space to be used as an exhibition venue for selected parts of the collection or even as an extension of the Vitra Museum itself. A shop, a cafe linked to the outside and conference rooms complete the program.

The “VitraHaus“ is a direct, architectural rendition of the ur-type of house, as found in the immediate vicinity of Vitra and, indeed, all over the world. The products that will be on display are designed primarily for the private home and, as such, should not be presented in the neutral atmosphere of the conventional hall or museum but rather in an environment suited to their character and use.

By stacking, extruding and pressing – mechanical procedures used in industrial production – simply shaped houses become complex configurations in space, where outside and inside merge. The interior is designed as a spatial sequence with surprising transitions and views of the landscape. The landscape in all its variety – the idyllic Tüllinger Hills, the broad expanse of the railroad tracks, and the urbanized plane of the Rhine – was the incentive to design a building that concentrates on the vertical. In contrast to the other buildings on the Vitra Campus, an essential component of the design involved drawing the outdoors inside.

The anticipated increase in visitors – not only individuals but also many schools and other groups – gave added importance to benches, niches, covered waiting zones and entries. These areas for sitting, standing, waiting, and looking are stamped or cut out of the shape of the houses through simple mechanical manipulations. Given the large number of design objects on view inside, all of these areas are conceived as an integral part of the architecture and not as self-contained objects.

Herzog & de Meuron, 2006

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Lungomare di Reggio Calabria

L’architetto Zaha Hadid, professionista conosciuta in tutto il mondo, ha vinto il concorso internazionale bandito dal comune di Reggio Calabria per la realizzazione del “waterfront” cittadino. Spesa totale prevista circa 49 milioni di euro. Due opere straordinarie caratterizzeranno il nuovo waterfront, il Museo del Mediterraneo ed il Centro Polifunzionale. Nel dettaglio la prima avrà un costo di 8.750.000 ed occuperà un’area di oltre 8.000 mq. All’interno del centro verranno realizzate una reception, un’emeroteca, un’area con 3 sale conferenze, uffici e negozi. Completeranno il centro polifunzionale dei laboratori artigiani, una palestra, un’area multimediale, un’ampia sala cinematografica, un info point e delle aree ristoro. Il centro sarà collocato nei pressi della stazione centrale al di la della barriera ferroviaria e sarà chiamato a realizzare un’importante continuità urbana con la città. Il progetto prevede il collegamento della struttura alla stazione con un sottopasso ed alla villa comunale con percorso aereo. Per quanto concerne i trasporti il centro avrà un ruolo strategico, diverrà infatti una stazione per le navette di collegamento veloce via mare. L’edificio infatti verrà collocato su una darsena artificiale scavata per accogliere i motoscafi e su questo bacino insisteranno l’auditorium e la grande piazza coperta, luogo pubblico e principale del centro. L’altra grande opera all’interno del waterfront cittadino sarà il Museo del Mediterraneo, un monumento alla grandiosità della cultura mediterranea e simbolo della città. Collocato al confine con il porto turistico, sarà la naturale conclusione della passeggiata urbana. Avrà una forma ispirata a quella di una stella marina e sarà collocato nel quartiere “Candeloro” accanto il porto. All’interno del museo del mediterraneo ci sarà una reception, delle gallerie, gli uffici, archivi e biblioteca, ed ancora un’area shopping, i laboratori di restauro, un acquario, punti di ristoro ed un’area comunicazione. Il costo complessivo dell’opera ammonta a circa 25 milioni di euro, con una superficie complessiva di 13362 mq. Veniamo ai tempi: 24 mesi per realizzare il waterfront a partire dalla conclusione della progettazione e dall’appalto dei lavori, quindi un’altro anno circa.
Alla conferenza stampa di presentazione, oltre al Sindaco della città Giuseppe Scopelliti, erano presenti il responsabile delle opere del Decreto Reggio Gianni Artuso ed i componenti la commissione giudicatrice il concorso internazionale.

Alcuni stralci della relazione di accompagnamento al progetto:
2 MASTERPLAN DI COLLEGAMENTO

2.a Localizzazione del Centro Polifunzionale
il Centro Polifunzionale trae la sua forza dalla posizione, al centro di un sistema di circolazione estremamente complesso. Sebbene dislocato al di là della barriera ferroviaria, questo edificio è chiamato a realizzare un’importante continuità urbana con la città. Collegato alla Stazione ferroviaria, mediante sottopasso, il Centro Polifunzionale si attesta direttamente sul centro cittadino mediante un percorso aereo che lo collega direttamente alla Villa Comunale. Questo percorso sopraelevato di grande valore architettonico, studiato per abbattere ogni barriera architettonica e raggiungere comodamente il fronte mare offrendo viste appaganti sul paesaggio, raccoglie possibili visitatori lungo il percorso mediante risalite che lo collegano, oltre che alla piazza centrale del parco della villa, al marciapiedi in prossimità della Stazione.
Il centro Polifunzionale sarà inoltre un’importante stazione per le navette di collegamento veloce via mare. Secondo le previsioni del masterplan l’edificio si attesta su una darsena artificiale scavata per accogliere i motoscafi. Questo bacino artificiale, su cui si aprono le logge laterali degli auditorium, offre una straordinaria scenografia alla grande piazza coperta, luogo pubblico per eccellenza alla confluenza di tutti i collegamenti con la città, con la passeggiata e con i nuovi distretti turistico ricettivi a sud dell’impianto.
La viabilità di piano, alle spalle del Centro Polifunzionale, è stata attentamente separata dai percorsi pedonali attraverso morbide articolazioni del landscape artificiale che confluisce verso la piazza centrale. La strada a bassa velocità avrà comunque un carattere panoramico e sarà integrata con i percorsi delle navette ecologiche.
Allo scopo di non interrompere il flusso pedonale dal lungomare verso i nuovi distretti turistico ricettivi, il piano terra dell’Edificio Polifunzionale è articolato in tre edifici diversi; in modo da suddividere il percorso pedonale che si sfrangia in una serie di strade pubbliche parzialmente coperte. La morfologia del terreno artificiale, integrata alla darsena di attracco dei motoscafi e alle tre emergenze architettoniche del Centro, innescano una dinamica di percorsi diversi che consentono di attraversare il grande spazio pubblico in modo sempre diverso. In questo modo l’architettura si rivela di volta in volta in modo imprevisto offrendo scorci panoramici inaspettati.

2.b Localizzazione del Museo del Mediterraneo
Il Museo del Mediterraneo è situato sul punto più esposto dell’area d’intervento; più in alto rispetto al distretto turistico ricettivo, nel punto più in vista del bacino del porto attuale.
Monumento alla grandiosità della cultura mediterranea e simbolo di Reggio Calabria, Il Museo del Mediterraneo si rivolge alla città offrendo i suoi fronti più belli al mare: verso la Sicilia ad ovest, e verso l’ingresso al porto turistico, sul lato nord- est. Ad ovest, il segnale unico dell’ingresso alla città dal mare, ad est e nord-est uno sfondo straordinario per tutto il bacino del porto.
Questa posizione è ideale anche per tutte le vedute verso il porto dalla parte alta della città e perfettamente visibile anche all’ingresso in città da nord, sia dall’autostrada e che dalla ferrovia.

La localizzazione del Museo, al confine con il porto turistico, garantisce la conclusione ideale della passeggiata urbana. Questa, attraverso il distretto turistico ricettivo nord in continuità con il lungomare attuale, si raccoglie sulle piazze pubbliche al di sotto del grande atrio d’ingresso e protette dai volumi del Museo. Questo sistema di piazze è un luogo ideale per lo svolgimento di attività all’aperto più o meno legate all’attività del museo, per eventi di vario genere e rappresentazioni.
Questa scelta architettonica vuole garantire la migliore connessione tra il nuovo distretto ricettivo nord, la spiaggia in continuità urbana con la città, il lido comunale e gli alberghi attualmente in costruzione sul lungomare. Allo stesso tempo, però, consente di conservare il carattere e la scala urbana dell’attuale quartiere dei pescatori con una serie di locali, ristoranti ed attrezzature per il tempo libero di supporto alla spiaggia. Un altro aspetto importante di questa localizzazione risiede nella possibilità di salvaguardare il più possibile il carattere naturale della spiaggia intervenendo con strutture adeguate (attrezzature leggere per la balneazione, piccoli locali per il ristoro e un villaggio turistico alla confluenza delle fiumare).

3 MUSEO DEL MEDITERRANEO

3.a Concetto architettonico e distribuzione
La forma del museo del Mediterraneo è vagamente ispirata a quella di una stella marina. In particolare per la regolarità stereometrica dei raggi che si articolano a partire dal corpo centrale. Dal punto di vista distributivo questa caratteristica formale porta una serie di vantaggi. La pianta del livello 0.00(+5.00slm), ad esempio, tende ad attrarre lo spazio esterno in una serie di anse che, rivolte di volta in volta alla passeggiata, al distretto turistico e al porto, raccolgono naturalmente il flusso dei visitatori e della moltitudine della passeggiata accogliendolo in grandi piazze aperte al riparo del volume del museo.
Questa peculiarità della forma, per la sua simmetria radiale, pur offrendo le caratteristiche di un organismo complesso, sempre diverso e in grado di offrire paesaggi interni nuovi e sorprendenti, garantisce una continua possibilità di orientamento, sia all’esterno che all’interno. Il percorso museale, in particolare, ne è particolarmente avvantaggiato, consentendo di organizzare un circuito espositivo chiaro ed esaustivo e in grado di raggiungere i diversi padiglioni e le funzioni accessorie in modo intuitivo.

Un altro aspetto fondamentale dell’architettura del Museo del Mediterraneo è dato dal sistema di aperture a corte interne. Queste aperture coniche realizzate in cemento armato sono tracciate in modo organico sul poligono generativo della forma a stella e costituiscono un sistema strutturale fondamentale, riducendo le luci libere degli ampi spazi interni. Le corti interne portano la luce naturale dall’esterno illuminando le diverse aree funzionali che distribuite radialmente intorno ad esse. Allo stesso tempo queste aperture interne sono spazi per esposizioni all’aperto e importanti camini per il raffrescamento e la ventilazione naturale dell’edificio.

3.b Laboratori per il Restauro
I Laboratori per il Restauro sono stati organizzati in modo da essere parte integrante del museo e allo stesso tempo del tutto indipendenti. Ai Laboratori si accede dall’ingresso principale del museo attraverso il passaggio lungo la suggestiva ala per l’esposizione delle opere del laboratorio, oppure direttamente da fuori, tramite un accesso indipendente e comune all’archivio, situato nella grande piazza a sud. Da qui si accede ad una hall interna, in prossimità della corte sud.
La parte specializzata dei laboratori è organizzata su due livelli, in parte intorno all’atrio sud da cui prendono luce e in parte affacciati sull’atrio del

l’ala per le esposizioni del Laboratorio.

3.c Archivio
L’ingresso alla parte pubblica dell’archivio avviene dal livello 0.00(+5.00slm), in corrispondenza della hall centrale dei Laboratori di Restauro. Da qui si sale al primo livello, a quota +3.80(+8.80slm), dove si trovano le sale di consultazione pubbliche, mentre la parte inferiore è dedicata alla conservazione.

3.d Acquario
L’acquario è pensato come un ambiente indipendente rispetto al museo. Situato nel braccio più esterno, in corrispondenza della piazza a sud del museo, l’acquario rappresenta un’attrattiva di sicuro effetto sui visitatori, garantendo la costante presenza di pubblico e la migliore vitalità della piazza d’ingresso.
Il percorso dell’acquario parte dal livello 0.00(+5.00slm) e sale a quota +3.80(+8.80slm), dove si congiunge con il percorso di collegamento con il museo. Da qui inizia la parte didattica dell’esposizione attraverso una successione di sale per la comunicazione, per le ricostruzioni multimediali, e per le vasche minori. Al temine di questo primo anello espositivo si scende di nuovo al piano terra e si inizia il percorso delle vasche che si conclude in prossimità del negozio/bookshop e della caffetteria.

3.e Biblioteca
La biblioteca è stata organizzata intorno alla grande corte ovest per le esposizioni all’aperto. La biblioteca si articola su due livelli: il piano terra, accessibile indipendentemente dalla Piazza nord, in prossimità dello shop e il livello intermedio a quota +4.50(+9.50slm).

4 EDIFICIO POLIFUNZIONALE

4.a Concetto architettonico e distribuzione
Il centro polifunzionale è un complesso che si compone di tre edifici diversi articolati intorno ad una piazza centrale parzialmente coperta. L’idea alla base del progetto è quella di rendere questo edificio il più permeabile possibile rispetto al flusso della passeggiata.
Il piano terra dell’edificio vuole essere una naturale estensione dello spazio pubblico del lungomare, in grado da adattarsi al mutare delle condizioni di utilizzo tra il giorno e la sera.

4.b Collegamento in quota
Al Centro Polifunzionale si può arrivare in diversi modi come già evidenziato nel paragrafo 2.1. Per chi arriva direttamente dalla Villa Comunale, tramite il ponte di collegamento sopra i binari, si offrono due possibilità: proseguire il percorso della passerella fino all livello 0.00 (+4.00slm), sbarcando al centro della piazza centrale coperta, oppure entrare in quota, all’interno dell’edificio nord, in corrispondenza del primo livello.

4.c Edificio Nord
Da questo ingresso a quota +4.32 (+8.32slm) si accede direttamente alla galleria commerciale attraverso la quale si può raggiungere livello inferiore tramite scala o rampa per disabili. Al primo livello si trovano la Palestra e i Laboratori per l’Artigianato. La galleria commerciale prosegue al livello inferiore terminando in uno spazio centrale comune al grande cinema da 2000mq. L’ingresso al cinema avviene dal lato ovest, vi si arriva percorrendo il fianco del grande spazio coperto, parallelamente alla loggia vetrata che si affaccia sulla darsena interna. Il foyer del cinema è aperto sul lato ovest per offrire una vista suggestiva sulla costa opposta.

4.d Edificio Sud
L’edificio sud del complesso ospita i tre auditorium. La disposizione di questi è tale che in caso di eventi eccezionali, mediante l’avvolgimento delle serrande di separazione, sia possibile aprire i fronti interni mettendo in comunicazione le tre sale. In questa particolare configurazione, l’edificio sud diventa un unico auditorium di grande capienza. Lo spazio centrale unificato offre caratteristiche uniche, per l’articolazione della copertura e per le aperture a nord e a sud che consentono viste sul mare, sulla darsena interna e sui volumi dell’edificio contrapposto. L’auditorium più grande dell’edificio sud condivide con il cinema l’affaccio sulla piazza coperta. Il gioco di affacci diversi sugli spazi interni consente ai visitatori di partecipare all’attività frenetica, e alla vitalità di tutto il complesso.

  • Progettista Capogruppo: Zaha Hadid & Patrik Schumacher
  • Gruppo di progettazione: Filippo Innocenti (Project Architect),
    Michele Salvi
    Roberto Vangeli
    Andrea Balducci Castè
    Luciano Letteriello
    Fabio Forconi
    Giuseppe Morando
    Johannes Weikert
    Deepti Zachariah
    Gonzalo Carbajo
  • Consulenti: Structures: Adams-Kara-Taylor, Hanif Kara; M&E: Max Fordham, Neil Smith; Fire safety: Macchiaroli & Partners; Maritime Structures: Studio Prima, Pietro Chiavaccini, Maurizio Verzoni; Cost surveyor: Alba de Pascale, Edoardo Lima
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L’artista è oracolo

“La voce dell’artista è oracolare, anche quando il suo pensiero non delinea la realtà con netta precisione di sentenza, si spinge più lontano del ragionamento logico, in qualche modo afferrando distanze ed oscurità.
Sembra un paradosso ma l’architettura bioecologica non esiste, il valore dell’interpretazione data all’architettura dall’ecologia e dall’attenzione ai problemi ambientali resta spesso incompreso, infatti. Dietro una parola che non ha un preciso significato si celano plurime tendenze che vanno dalla ricerca di un comfort sempre più raffinato che includa anche sfere di impalpabile, all’accattivante idea di un ismo all’ultimo grido dietro cui mascherare egoismi economici individuali, dall’aspirazione a geometrie regolari in armonia con disegni ancestrali alla tendenza formale al morbido, all’irregolare.
Eppure il mistero si riveste di gioiosa leggerezza quando, dietro proclamate accuse alla scienza ed a maggior ragione alla tecnologia, l’artista riscopre i suoi limiti; ed ecco che l’imprescindibile ripiomba sull’uomo, oscuro; leggi indecifrabili ma certe, sono quelle cosmiche, vi è solo un’impronta.
La riscoperta delle percezioni sensoriali come metodico strumento di analisi, la rivalutazione delle caratteristiche uniche di un luogo, l’accoglimento delle necessità anche psicologiche di un committente sono tema del mio esame dedicato proprio all’inseguimento di una sottile traccia.”

Mario Toraldo giovedì 16 gennaio 1997