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Il decreto del FARE e l’edilizia

Queste le misure che sarebbero contenute nel decreto del fare in via di approvazione

Ristrutturazioni
Le ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione non dovranno più rispettare il vincolo della sagoma dell’edificio preesistente. È una delle proposte contenute nel pacchetto per le semplificazioni. Ciò significa che le ristrutturazioni degli edifici con un cambio di sagoma non sarebbero più considerate “pesanti”. Di conseguenza diventerebbe sufficiente la Scia e non ci sarebbe più bisogno del permesso di costruire.

Permesso di costruire
In caso di interventi sui beni vincolati, la normativa attuale prevede che se uno degli atti di assenso dell’autorità preposta alla tutela del vincolo non è favorevole, dopo 30 giorni dalla proposta di provvedimento scatta il silenzio-rifiuto.

Il Pacchetto Semplificazioni propone invece che, dopo il rilascio dell’atto di assenso da parte dell’autorità preposta alla tutela del vincolo, il Comune concluda il procedimento per il rilascio del permesso di costruire con un provvedimento espresso e motivato. Nel caso in cui l’atto di assenso venga negato, scaduto il termine per il rilascio del permesso di costruire, questo si intende respinto. Come si legge nella relazione illustrativa, il cittadino risulta maggiormente tutelato da questa soluzione perché può subito impugnare il silenzio rifiuto.

Per quanto riguarda gli immobili vincolati, il testo del Pacchetto Semplificazioni specifica che, in caso di inerzia da parte della Soprintendenza, il Comune può pronunciarsi a prescindere dal parere.

Proroga dei titoli abilitativi
Per agevolare la prosecuzione delle attività edilizie, la bozza propone la proroga di due anni per Permesso di costruire, Dia e Scia. Se la misura dovesse passare, i lavori non dovranno più iniziare entro un anno dal rilascio del titolo abilitativo e concludersi entro tre anni dall’avvio dei lavori, ma avranno a disposizione un tempo maggiore. In questa direzione si stanno muovendo già alcune Regioni, come le Marche (leggi tutto).

Scia e Sportello unico per l’edilizia
Secondo la normativa attuale, lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE), deve acquisire direttamente o tramite conferenza di servizi gli atti di assenso necessari per il rilascio del permesso di costruire. Il Pacchetto Semplificazioni prevede che l’interessato, anche prima di presentare la Scia o la comunicazione di inizio lavori, possa richiedere al SUE di acquisire gli atti di assenso necessari per l’intervento edilizio. In questo caso i termini sono dimezzati perché se entro 30 giorni gli atti di assenso non vengono rilasciati il SUE indice la conferenza di servizi.

Attività di edilizia libera
Il testo della bozza propone di eliminare l’obbligo di allegare alla comunicazione di inizio lavori la relazione asseverata dal tecnico abilitato che dichiara di non avere rapporti di dipendenza né con l’impresa né con il committente.

I commenti
I contenuti del Pacchetto Semplificazioni hanno riscosso l’approvazione del Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che nelle nuove norme vede la chiave per affrontare la grave crisi del settore delle costruzioni e per dare nuovo impulso allo sviluppo del Paese. Secondo il Cnappc, la rimozione di una serie di vincoli darà nuovo impulso non solo alle ristrutturazioni, ma anche a politiche di rigenerazione urbana e ad altri interventi sull’involucro edilizio per l’efficientamento energetico.

Edilizia scolastica: Grazie alla collaborazione tra Inail e Ministero delle Infrastrutture, saranno destinati 100 milioni di euro alla prosecuzione del piano di manutenzione degli edifici scolastici concordato con gli Enti locali.

Infrastrutture: L’abrogazione della responsabilità solidale negli appalti è stata limitata al pagamento dell’Iva. In seguito si valuterà se estenderla ad altre imposte.
Saranno inoltre a disposizione 2 miliardi per la realizzazione di opere strategiche che possono essere cantierate entro il 31 dicembre 2013 e per consentire la prosecuzione di lavori già iniziati.

Consumo di suolo: Sulla scia del ddl Catania è stato predisposto un disegno di legge che tutela il suolo agricolo dalle lottizzazioni.

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