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La prima opera …

Much of Barber & Osgerby’s early work involved the folding and shaping of sheet material, influenced by the white card that they had used frequently in architectural model making.[2] The Loop Table, Flight Stool (1998, Isokon) and Pilot Table (1999, Cappellini) were all moulded from sheet plywood, as was the experimental Hula Stool prototype (1999), a complex assemblage of compound curves. The Shell Table (2000) (nominated for the Compasso d’Oro) and Shell Chair (2001) were further structural studies in folded plywood.

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Jay Barber e Edward Osgerby

Barber Osgerby è stata fondata nel 1996 da Jay Barber e Edward Osgerby, dopo il master in architettura di entrambi presso il Royal College of Art di Londra. Negli ultimi vent’anni, hanno consolidato il loro studio in East London, hanno vinto una serie di riconoscimenti internazionali nel campo del design (fra cui il premio Maison & Objet “Designer of the Year” 2013) e hanno lavorato in numerosi progetti di alto profilo, come il disegno di una nuova moneta da 2 sterline per la British Royal Mint (la Zecca di Stato) e di una torcia dorata per le olimpiadi di Londra del 2012. Le loro opere fanno parte delle collezioni permanenti del Victoria & Albert Museum di Londra, del Design Museum e Art Institute di Chicago. Nel 2013 la regina Elisabetta II li ha inoltre insigniti dell’Obe per il design.

Il loro obiettivo é disegnare oggetti che durino nel tempo, che un padre possa lasciare ai propri figli. Disegnare col contagocce, solo sei oggetti l’anno, ma curare tutto nei minimi dettagli. Seguire la produzione in ogni aspetto , anche per intuire le potenzialità ancora inespresse.

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Constance Guisset

Constance Guisset è una disegnatrice francese con un percorso originale. Dopo gli studi in economia e commercio presso l’ESSEC e una parentesi politica alla IEP Parigi, ha trascorso un anno al parlamento di Tokio, e quindi decise di tornare definitivamente al campo della creazione.
In seguito al diploma nel 2007 presso l’ENSI – Les Ateliers, lei ottiene subito diversi riconoscimenti quali il Grand Prix di Disegno della Ville de Paris nel 2008, il Prix du Public alla Design Parade della Villa Noailles nel 2009 e ancora il titolo di Designer dell’anno al Salone Maison et Objets nel 2010 nonché il Audi Talents Awards.

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Biliardino ultralusso

Dimenticate il biliardino del bar fuori scuola dove giocavate. I designer del gruppo chiamato 11 ne hanno pensato uno di lusso !
Interamente fatto a mano, i giocatori sono cromati, l’illuminazione é da stadio ed il punteggio appare su un display cromato.
Per averlo ci vogliono 12 settimane e costa 48.500,00 euro.

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Molteni crede in Ron Gilad

A quanto pare il produttore italiano Molteni crede nel lavoro di Ron Gilad.

Infatti realizza Nuovi prodotti e una mostra a Tel Aviv

 

La memoria infinita di Ron Gilad

15.04.2013
Tel Aviv

La forma la costruzione il disegno o il sentimento il feeling l’accoglienza? Domanda troppo semplice per una personalità complessa. Per saperne di più l’appuntamento è al Tel Aviv Museum of Art – luglio 2013 – con la mostra Il logico, l’ironico, il metaforico, l’assurdo.
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Per Ron Gilad, la casetta bianca con il tetto rosso il comignolo e il caminetto – l’icona-installazione della sua prossima grande mostra che aprirà il 9 luglio 2013 al Tel Aviv Museum of Art – sarà house e home. L’archetipo della casa, l’idea filosofica. Luogo di coabitazione degli opposti, quelli che lui fa convivere con ironia e allegria in cornici e specchi, lampade e tavolini, librerie e letti, cuscini e armadi. Ma anche in quelle esili eroiche sculture poetiche e struggenti che in sequenza escono dai muri, dagli sketch che sbucano dai fogli, dalle linee rigorose come stilettate che si muovono nello spazio. Interrogante ma mai cupo, leggero perché profondo, Gilad volteggia sui paradossi con grazia e sapienza – e non potrebbe essere diversamente vista la matrice ebraica e il sentiment di quella cultura, di quelle radici. Solidità e fragilità, staticità e dinamismo, leggerezza e pesantezza, unicità e serialità, memoria e postmoderno, razionalità e inconscio, rigore e poesia, rigidità e morbidezza, ragione e sentimento. Tutto si tiene, in equilibrio, senza incoerenza. Artista e designer eclettico e cosmopolita Gilad, che è cresciuto e tuttora vive a Tel Aviv, città eccentrica e vitale dove la densità di Bauhaus è la più alta al mondo, ha respirato questo mood in casa circondato da quei pochi pezzi che si è trovato tra le mura domestiche.
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“Tutto ciò che andrà in mostra a Tel Aviv è prodotto in Italia, direi che la mostra avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi Made in Italy”.
Omaggio sobrio e autorevole ma perentorio da chi è stato consacrato Designer dell’Anno dall’Wallpaper Award 2013. Per lui che ama avere commitment a lungo termine, e sodalizi che raccontino storie è un riconoscimento importante all’industria nazionale, forte di un primato fatto di abilità, saperi, tecnologia, alta manifattura, distretti, maestranze addestrate alle missioni impossibili, prodotti di immensa complessità tecnica e formale che nessun’altro al mondo saprebbe fare. Con la più impalpabile ma essenziale delle risorse, la cultura e la qualità produttiva. Per questo talenti come Gilad scelgono l’Italia e le sue imprese, per questo le imprese italiane di eccellenza intercettano e costruiscono relazioni solide e prospettive di sviluppo con autori come lui. Così è nato il rapporto con Molteni, sfidante da subito sul piano concettuale prima che tecnico.
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Con il tavolino ovale Pannacotta – delicato e pesante allo stesso tempo, proprio come il dolce da cui prende il nome – si è resa leggera la pesantezza del marmo e del ferro, si sono sperimentate tecniche costruttive e trattamento dei materiali, si è spostata di segno e di senso la comunicazione.
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Un processo analogo è accaduto con la Vetrina 45°- Collezione Grado°, un pezzo iconico. Qui Gilad ha lavorato sulla rotazione geometrica dei piani – dai 90° ai 45° – sugli angoli smussati, sui giunti metallici. L’apertura grazie una piccola chiave innestata sul profilo strutturale crea un risultato sorprendente: un solido trasparente che invita a guardare ciò che custodisce. Di nuovo uno spostamento tra quello che è e quello che sembra. Geniale e spiazzante, Gilad mostra ciò che non c’è, nomina ciò che è diverso, cerca nella forma la memoria della funzione e così facendo riconfigura entrambe. Sarà per questo che senza chiasso, a quarant’anni, con humor ed eleganza, rigore e poesia, Gilad insieme alle imprese italiane, più che oggetti ha già realizzato dei classici.
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Un esercizio di design

Ron Gilad, Dining e coffee table

Designer nato a Tel Aviv nel 1972 e con studio a New York gioca con il concetto di design e di memoria.

Così Dining table e Coffee table ricordano cortine edilizie (c’è addirittura una porta !). Non importa se il piano è trasparente oppure opaco, quel che conta è l’evocazione.

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Ron Gilad

RON GILAD

Nasce a Tel-Aviv nel 1972.Vive e lavora a New York.

Gli oggetti ibridi di Ron Gilad uniscono all’ ingegno del materiale il gioco estetico. Le sue opere dialogono sul rapporto tra l’oggetto e la sua funzione, mettendo in discussione le nostre percezioni. Oscillando tra opere uniche, edizioni limitate e pezzi di produzione, le opere non hanno “scadenza” e risiedono in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Gilad pone domande incessanti in di oggetti e costruisce le risposte creando un’arena di dubbio fertile.

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La visione artistica di Giuseppe Rivadossi

Giuseppe Rivadossi, la cui opera si colloca tra la scultura e la produzione di oggetti di arredamento.

Il legno tra i materiali piu’ antichi del mondo, viene lavorato con sapienza quasi antropologica dal grande ebanista Giuseppe Rivadossi.

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